A PROPOSITO DELLO STUDIO
DE «LA FILOSOFIA DELLA LIBERTA'»
Una proposta per chi vuole elaborare
il pensare organico vivente che è alla base
della scienza dello spirito antroposofica
Chi vuole accedere ad un rapporto diretto, non mediato da alcuna autorità esteriore con la dimensione spirituale, che si fondi sull'elaborazione di un pensare rigoroso, che sia al sicuro dalle aberrazioni dovute all'influsso degli aspetti egoici della personalità umana, può trovare ne "La filosofia della libertà" di Rudolf Steiner uno strumento adeguato allo scopo. Questo breve scritto vuole essere di aiuto a chi intende intraprendere lo studio di tale testo tenendo conto delle indicazioni date a questo proposito dall'autore e della loro elaborazione portata avanti in un quarto di secolo da chi scrive queste note.
"La filosofia della libertà" racconta di un'esperienza interiore – quella della libertà appunto – che è possibile fare attraverso la lettura stessa, se solo si intende giustamente tale lettura. Non si tratta tanto di leggere questo testo nel modo in cui leggiamo solitamente un qualsiasi libro, ma di sviluppare un genere di attenzione per l'esposizione del pensiero alla quale oggi non siamo abituati, pratica interiore con la quale è necessario familiarizzarsi a poco a poco.
Come uno studente di musica impara per gradi a maneggiare il proprio strumento, sul quale all'inizio mette le mani in modo innaturale e maldestro, con esercizi che hanno apparentemente poco a che fare con la musica che suonerà una volta diventato esperto e che gli risultano in se stessi piuttosto noiosi, così chi vuole studiare "La filosofia della libertà" nel giusto modo deve cominciare a impratichirsi nella lettura con esercizi elementari tutt'altro che entusiasmanti, propedeutici alla grande e difficile arte del pensare. Cercheremo qui di illustrare brevemente alcuni di questi esercizi frutto della nostra esperienza ventennale, che il lettore può cominciare a praticare fin da subito.
Si tratta anzitutto di considerare ciò che Goethe indicava con le seguenti parole:
"Considera il cosa, ma ancor più il come."
"La filosofia della libertà" è un'opera d'arte architettonico-musicale che rivela i propri segreti solo a chi sappia rivolgere la sua attenzione agli aspetti formali, oltre che a quelli contenutistici. In questo senso Steiner dà molte indicazioni utili. Eccone una:
"Provate una volta a sottoporre ad un esame delle autentiche esposizioni di argomento scientifico-spirituale. Allora troverete che chi ha scritto simili cose come vero, reale scienziato ha veramente lavorato per configurare ogni singola frase in modo artistico e che qui un verbo non si trova in modo arbitrario all'inizio o alla fine. Allora troverete che ognuna di tali frasi è una nascita, perché interiormente, animicamente essa deve venire vissuta non semplicemente come pensiero, ma come forma immediata. E se voi seguite il nesso di ciò che viene esposto, allora vedrete che nel caso di tre frasi susseguenti, quella di mezzo non è semplicemente attaccata alla prima e la terza di nuovo attaccata alla precedente, ma troverete che chi espone materia scientifico-spirituale, prima di dare forma alla frase di mezzo, non ha semplicemente la prima frase nella sua struttura compiuta, ma ha già pronta anche la terza, perché l'effetto della frase di mezzo deve dipendere da ciò che rimane come effetto della prima frase e che può passare di nuovo alla frase successiva." [GA 59, p.38 sg.]
Bisogna dunque esercitarsi a rivolgere la propria attenzione alla forma, anziché al contenuto:
"Questo è ciò a cui dobbiamo giungere: un sentimento per lo stile, un vero sentimento per l'arte anche in questo campo, perché questa è una grande scuola di veridicità, mentre il leggere frettoloso che guarda solo al contenuto, che vuole solo informarsi, è una scuola di falsità, di menzogna. E riguardo a ciò provate solo ad osservare il tempo presente e vedrete come si debba lavorare incessantemente affinché gli uomini imparino di nuovo ad avere un sentimento per lo stile, una sensibilità per lo stile." [GA 169, p.134]
Per sviluppare questa sensibilità dobbiamo considerare i contenuti di pensiero alla stessa stregua della tavolozza dei colori del pittore. È certo importante che il pittore si preoccupi della qualità dei pigmenti che utilizza, ma questa qualità non può da sé generare l'opera d'arte pittorica. Allo stesso modo, se vogliamo sviluppare la difficile arte del pensare, dobbiamo certo disporre di contenuti di pensiero validi, ma essi come tali non sono in grado di creare l'opera d'arte di pensiero capace di condurci a sperimentare la realtà dello spirito. Solo noi in quanto pensatori possiamo comporli in una forma significativa, aprendoci così la strada all'esperienza spirituale più vera. Questo in pratica significa leggere sforzandosi di ricreare interiormente i contenuti esposti, come se stessimo esercitandoci a copiare il dipinto di un grande maestro, o ad eseguire un brano musicale:
"La mia Filosofia della libertà è intesa così che ci si deve conquistare pagina dopo pagina la propria attività pensante, così che in certo modo il libro stesso sia solo una specie di partitura e che si debba leggere questa partitura in interiore attività di pensiero a partire da se stessi." [GA 322, p.110]
In un altro ciclo di conferenze Steiner dice ancora al proposito:
"L'uomo può già arrivare molto lontano in relazione a questa catarsi se egli per esempio ha trattato e sperimentato tutto ciò che si trova nella mia Filosofia della libertà così interiormente da avere il sentimento che il libro sia stato per lui uno stimolo, ma che egli possa ora in verità riprodurre da sé i pensieri esattamente come si trovano in esso. Se qualcuno si comporta rispetto a questo libro – dato che è scritto così – come si comporta all'incirca un virtuoso nel suonare un pezzo al pianoforte nei confronti dell'autore del brano, così che egli produca l'insieme da se stesso – naturalmente nel modo corrispondente –, allora grazie alla sequenza di pensieri severamente articolata di questo libro può essere raggiunta già fino ad un grado elevato la catarsi. Infatti in simile cose, come in questo libro, ciò che conta appunto è che i pensieri siano tutti posti in modo da diventare efficaci." [GA 103, p.195]
È dunque chiaro che il lavoro proposto da Steiner è nella sua essenza lavoro artistico e non intellettuale,
"poiché ciò che nella scienza dello spirito è semplice contenuto non è veramente ciò che è essenziale e importante. Quello che conta è il modo in cui si deve pensare per riconoscere la validità della scienza dello spirito. È un modo di pensare diverso da quello che ci si è conquistati dalla concezione della natura oggi diffusa." [GA 187, p.176]
Esercitando perciò la lettura come attività artistica potremo a poco a poco sperimentare come il pensare adeguatamente educato si trasformi in un'attività piena di contenuto spirituale.
"Chi legge un libro scientifico-spirituale, se lo legge nel modo giusto, si accorge che quello che vive nel libro può diventare un mezzo nella vita della sua anima per mettere questa stessa vita dell'anima in una vibrazione sintonica con l'esistenza spirituale (…) Allora si riconoscerà sempre più che in un libro scritto veramente in modo scientifico-spirituale non si ha di fronte quel che si trova in altri libri, ma piuttosto qualcosa come uno strumento, che non veicola semplicemente risultati conoscitivi, ma per mezzo del quale si producono autonomamente tali risultati. Solo che si deve avere chiaro che lo strumento scientifico-spirituale è appunto uno strumento puramente animico-spirituale, che esso consiste in certe rappresentazioni e idee rese viventi in modo ben determinato che si distinguono da tutte le altre rappresentazioni e idee, poiché non sono, come queste ultime, immagini, ma realtà viventi." [GA 35, p, 239. Corsivo nostro]
Cominceremo ora a descrivere, secondo la nostra esperienza, un modo ben determinato di rendere viventi le rappresentazioni e le idee di cui parla lo Steiner.
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Per imparare a cogliere l'architettura del testo cominciamo a osservare un elemento intermedio della composizione del libro: un singolo capitolo. Consideriamolo come un tutto composto di parti e cerchiamo di sviluppare la comprensione degli elementi che lo costituiscono (i paragrafi), mantenendo viva la consapevolezza di questa appartenenza delle parti al tutto . Quanti sono i paragrafi che lo compongono? Numeriamoli. Il singolo paragrafo può essere a sua volta considerato come un tutto composto di parti (le frasi). Quante sono le frasi che compongono un paragrafo? Numeriamo anche queste. Avremo così la possibilità di considerare due diverse prospettive: le frasi nel paragrafo o i paragrafi nel capitolo. Salendo ancora abbiamo i capitoli che compongono una parte del libro e infine le parti in cui è divisa l'intera opera. Scendendo a un livello più basso abbiamo le parole che compongono una frase.
Torniamo al capitolo da cui siamo partiti. Il prossimo passo consiste nell'attribuire un titolo ad ogni paragrafo che lo compone. Un titolo – un po' come un nome proprio – dovrebbe riassumere sinteticamente l'essenza di ciò a cui si riferisce. Bisogna perciò domandarsi quale idea vuole esprimere ogni singolo paragrafo. Per trovare risposta a questa domanda consideriamo il paragrafo come una grande frase dotata di senso compiuto e le singole frasi che lo compongono come le parole di questa grande frase. Si tratta di portare ad un livello superiore la normale comprensione che abbiamo per le singole frasi, su cui si fonda la nostra vita di relazione.
La conoscenza delle singole parole che compongono una frase è un presupposto necessario per la comprensione di ciò che essa esprime, ma non sufficiente. Io so bene che significato devo attribuire alle singole parole "oggi", "una", "ha", "bella", "Giorgio", "passeggiata", "fatto". Il senso "oggi Giorgio ha fatto una bella passeggiata" emerge però solo nel caso in cui tali parole vengano poste in determinati rapporti reciproci, in mancanza dei quali non si ha una frase, ma un collezione di parole priva di senso. Questo ci mostra come la comprensione del significato di singole parole sia di genere diverso dalla comprensione dei nessi tra di esse che originano il senso della frase.
Riportando questo esempio al livello del paragrafo, per comprenderne il senso compiuto non mi posso limitare a capire il senso di ogni singola frase che lo compone (cosa che, paragonata alla lettura di una singola frase, equivarrebbe a comprendere solo il significato delle singole parole che la compongono), ma devo considerare, oltre al senso di ogni singola frase, il nesso che le unisce. Per riuscirci devo mantenere vivi nella coscienza i concetti esposti in ogni singola frase e afferrarli nei loro reciproci rapporti. Solo così mi può apparire il senso di un paragrafo e posso trovare un titolo soddisfacente.
La numerazione delle frasi (come quella dei paragrafi nel momento in cui si vuole salire di livello) ha lo scopo di venire in aiuto al lettore in questo difficile esercizio. Supponiamo ad esempio di dedicarci allo studio del primo paragrafo della prefazione, composto da 8 frasi. Si tratta come abbiamo detto di ricreare grazie all'interiore attività di pensiero il contenuto di ciascuna di esse, cercando di cogliere quanto le collega tra loro. A questo scopo possiamo provare a saltare mentalmente – senza leggere il testo – dalla prima alla terza frase, dall'ultima alla quinta e così via, cercando di sentire chiaramente quello che viene a mancare nell'esperienza del pensare, se si procede a salti o per moto contrario. Dobbiamo solo ricordare che stiamo esercitandoci come se fossimo musicisti col loro strumento e sforzarci quanto più possiamo di non allontanarci dalla nostra "partitura", se vogliamo riuscire a ricreare l'opera d'arte di pensiero di cui ci stiamo occupando.
Questo modo di studiare può naturalmente essere applicato a qualsiasi testo, così come è possibile esercitarsi ad eseguire qualsiasi composizione musicale, indipendentemente dal suo valore. Utilizzandolo nello studio de "La filosofia della libertà" consente al lettore di cogliere a poco a poco le leggi del pensare organico vivente che costituiscono il fondamento di questa monumentale opera di pensiero, leggi che difficilmente si ritrovano oggi in scritti concepiti a partire dalle modalità di pensiero caratteristiche dell'attuale epoca di cultura.
Fabio Alessandri
OPERE DI RUDOLF STEINER CITATE NEL TESTO (GA=Gesamtausgabe)
GA 35 Philosophie una Anthroposophie
GA 59 Metamorphosen des Seelenlebens – Pfade der Seelenerlebnis
GA 103 Das Johannes-Evangelium
GA 169 Weltwesen und Ichheit
GA 187 Wie kann die Menschheit den Christus wiederfinden?
Das dreifache Schattendasein unserer Zeit und da neue Christus-Licht
GA 322 Grenzen der Naturerkenntnis und ihre Ueberwindung